Un pomeriggio d'agosto al pronto soccorso

Un giorno d'estate dopo un continuo dolore mi recai al pronto soccorso della mia città, dove si susseguirono tante situazioni tragicomiche.

Un pomeriggio d'agosto al pronto soccorso
Un pomeriggio d'agosto al pronto soccorso
Un pomeriggio d'agosto al pronto soccorso

Ritorno a scrivere una vicenda tragicomica accaduta in un caldo pomeriggio d'agosto.

Primo pomeriggio avverto un malore, si stringeva il cuore, un dolore al petto e ruttavo di continuo come se non ci fosse un domani.

Come prima cosa chiedo l'aiuto del pubblico telefono a mia moglie che non era in casa, il suo consiglio è sempre opportuno, lei dice: " vai al pronto soccorso dai sintomi potrebbe essere un principio di ... ( non lo dico che è meglio).

Vado, c'era una confusione che più che un pronto soccorso sembrava un ufficio della cassa  mutua, mi fanno la prima accettazione mettono  una molletta sul dito e misurano la pressione, sembra tutto regolare aspetti fuori la chiama a breve il medico, dice un infermiere.

Nel frattempo nella sala d'attesa ci sono bambini, anziani, turisti stranieri, un prete e non avendo un casso da fare ci siamo messi tutti a socializzare,altro che facebook abbiamo creato una piattaforma umana di altri tempi, ognuna racconta la propria disavventura, al punto che quando il medico chiama un paziente ci rimaniamo male.

C'è una donna di colore ( con la pelle nera) che soffre parecchio, ma si è incazzata come una bestia quando le hanno attribuito un codice " bianco", perchè lei si ritiene anti Juventina . La mia vicina di sedia mi racconta in maniera profonda il suo dolore, soffre di stitichezza per dirla breve non caca da 12 giorni è felice di raccontarlo a chiunque si siede accanto a lei in quella maledettissima sedia. Sono le 18.00, il prete sta dicendo la messa con tanto di rosario, al che mi incazzo e gli dico di Rosario cè ne uno ...

L'altra mia vicina di sedia ( può avere circa l'età di mia madre) ogni 6/7 minuti circa, visto il mio nervoso si accosta al mio orecchio e con voce quasi da oltretomba mi sussurra: " vaaaaaaaaaaacci dicciiiiiiiiii ca u coriiiiiiiiii ti sta lassannuuuuuuuuuuuuuu, vaaaaaaaaacciiiiii dicciiiiiii ca u coriiiiiiiiii ti sta lassannuuuuuuuuuuu" io sistematicamente in maniera elegante per scaramanzia mi tocco le palle ma alla quarta volta mi alzo in piedi e le grido: " ma vaaaaaaffaaaaaancuuuuloooooooo il mio cuore è una roccia!"

Alla fine gira voce di corridoio che a MALERBA NUN MORI MAI quindi ho capito che non era arrivata la mia ora mentre vedo gli altri stare male , mi sento meglio e decido di tornare a casa.

(Fatto realmente accaduto)

 

Rosario Aloisi